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Storia Della Nazionale - Zoff

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Storia Della Nazionale - Zoff

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LA STORIA DELLA NAZIONALE
Dino Zoff

L’esperienza del pluridecorato Dino Zoff alla guida della Nazionale italiana fu breve ma intensa. Scelto per sostituire Maldini, Zoff vantava già come allenatore notevoli risultati, il più significativo dei quali, almeno a livello di nazionale, era quello di aver qualificato l’Italia alle Olimpiadi dopo quarant’anni (nel 1960 l’Italia era padrona di casa, e nel 1984 a Los Angeles si qualificò causa boicottaggio dei Paesi dell’Est). Zoff diede spazio a giovani di sicuro talento come il romanista Francesco Totti e Filippo Inzaghi, confermò l’assetto difensivo già collaudato da Maldini, e irrobustì il centrocampo con inserimenti di elementi affidabili come Gianluca Zambrotta, Stefano Fiore e Gianluca Pessotto. La squadra si qualificò al campionato europeo senza brillare, pareggiando fuori casa l’ultima partita contro la modesta Bielorussia. Comunque, ai nastri di partenza dell’undicesimo campionato europeo Belgio-Paesi Bassi 2000 l’Italia era tra le pretendenti al titolo e capitò in un girone che le mise via via davanti la Turchia (battuta 2-1, gol di Conte e Inzaghi su rigore), il Belgio padrone di casa (battuto 2-0, Totti e Fiore) la Svezia (regolata per 2-1 con le riserve in campo, gol di Di Biagio e Del Piero). Solo in Italia nel 1990 e in Argentina nel 1978 gli azzurri avevano vinto un girone a punteggio pieno. Contro la Romania, ai quarti di finale, Totti e Inzaghi segnarono i due gol che mandarono l’Italia in semifinale. All'Amsterdam Arena, in un clima ostile, la compagine di Zoff sfidò l'Olanda padrona di casa che puntava alla finale doi Rotterdam. La gara iniziò male per l'Italia: perso Zambrotta per doppia ammonizione a causa di due falli su Zenden (che sulla fascia stava mettendo in seria difficoltà lo juventino), gli azzurri rischiarono di capitolare. I Tulipani, tuttavia, sbagliarono due rigori: nel primo tempo con Frank De Boer (tiro parato da Toldo) e nel secondo con Kluivert (palo). L'assedio olandese alla porta italiana, durato 120 minuti, non produsse risultati, così la partita proseguì, per l’ennesima volta nella storia della nazionale, con i calci di rigore. Tra campionato europeo e campionato del mondo i quattro precedenti erano stati tutti fallimentari per gli azzurri. In quell'occasione, invece, i giocatori di Rijkaard furono molto imprecisi: dei tre rigori sbagliati, due furono parati da Toldo, che in totale ne neutralizzò tre in un solo incontro. Per la prima volta l’Italia vinse uno spareggio dagli undici metri.
In quell'occasione nacque il famoso cucchiaio, un rigore battuto di eleganza e senza forza, a spiazzare il portiere, che Totti aveva preannunciato di voler utilizzare al suo concittadino e rivale di derby Alessandro Nesta. Si tratta di un gesto tecnico molto rischioso, che richiede tranquillità e sicurezza dei propri mezzi, nonché, qualora effettuata durante uno spareggio ai calci di rigore, una buona dose di coraggio.
La finale a Rotterdam fu la riedizione dell'incontro di due anni prima contro la Francia, nel frattempo divenuta campione del mondo 1998. L'Italia giocò con ben altro ritmo rispetto all'incontro di Parigi e nel complesso espresse un gioco migliore rispetto agli avversari, ma ciò non fu sufficiente a vincere. Nel secondo tempo gli azzurri passarono in vantaggio con Delvecchio. Il francese Wiltord, però, trovò un gol incredibile al terzo minuto di recupero grazie a uno dei pochi svarioni difensivi di Cannavaro e nei tempi supplementari Trézéguet trovò il golden gol che diede alla Francia il suo secondo titolo di campione d’Europa.
L'allora leader dell'opposizione Silvio Berlusconi criticò pubblicamente il tecnico friulano, addebitando la causa della sconfitta italiana alla mancata marcatura di Zidane. Il 5 luglio Zoff si dimise irrevocabilmente attribuendo la causa del suo abbandono alle dichiarazioni di Berlusconi e perdendo così la chance di guidare l’Italia ai primi mondiali asiatici della storia.

Pagina creata da Manuel

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