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Storia Della Nazionale - Marcello Lippi E L'Italia Campione
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Storia Della Nazionale - Marcello Lippi E L'Italia Campione
Invia ad un amicoMarcello Lippi e l’Italia di nuovo campione
Il biennio 2004-2006, gestito da Marcello Lippi, è stato quello più ricco di soddisfazioni dai tempi di Bearzot. Giunto a rimpiazzare Trapattoni, Lippi esordì il 18 agosto 2004 perdendo 2-0 in amichevole a Reykjavík contro l’Islanda. Condotto con autorevolezza il girone di qualificazione al campionato del mondo, concluso con la qualificazione raggiunta con una gara d’anticipo, il sorteggio per la composizione dei gironi del diciottesimo campionato del mondo (Germania 2006) mise gli Azzurri di fronte a Ghana, Stati Uniti e Repubblica Ceca.
Le difficoltà che il gruppo azzurro dovette affrontare nella spedizione tedesca (domiciliata a Duisburg) furono principalmente di carattere extratecnico. Lo scandalo scoppiato a fine aprile 2006 riguardante numerose società di calcio di prima fila (Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio) toccava di riflesso molti giocatori della nazionale, che da tali società provenivano. Lo stesso Lippi, con un figlio procuratore al soldo di una società rimasta implicata nello scandalo, non fu esente da critiche, ma rimase al suo posto per tutta la durata del torneo. L’esordio contro il Ghana fu positivo: un 2-0 ottenuto grazie a Pirlo e Iaquinta, senza brillare ma senza neppure correre rischi. Il successivo 1-1 contro gli Stati Uniti (Gilardino e autorete di Zaccardo) attenuò l'entusiasmo suscitato dalla partita precedente, ma bastò battere la Repubblica Ceca 2-0 (Materazzi e F. Inzaghi) per guadagnare la qualificazione alla seconda fase del torneo. Negli ottavi di finale l’Italia trovò l’Australia. Al termine di una gara molto combattuta fu un rigore di Totti al 95’ a sbloccare il risultato e a dare i quarti di finale all’Italia.
Mentre negli altri quarti Germania e Argentina da un lato del tabellone, e Francia e Brasile dall’altro procedevano a eliminarsi tra di loro, l’Italia regolava l’Ucraina nonostante la classe di Shevchenko: Zambrotta e una doppietta di Toni fissarono il risultato sul 3-0, che mandò gli Azzurri in semifinale contro uno degli avversari di sempre, la Germania. A Dortmund ci vollero ben 119’ per scongiurare il rischio dei calci di rigore - che gli italiani evidentemente volevano evitare con tutte le loro forze - con un gol del difensore Grosso. Il 2-0 firmato da Del Piero un minuto e mezzo dopo suggellò la supremazia tattica italiana sul campo. Di nuovo i nemici-amici della Francia in finale a Berlino, a regolar conti che duravano da sei anni. Il campo disse 1-1 dopo 120’ (rigore di Zidane, pareggio di Materazzi poco dopo) di partita equanimamante dominata, a sprazzi, da entrambe le parti. Zidane scelse proprio contro l’Italia di terminare una grande carriera nel peggior modo possibile, colpendo in petto Materazzi con una testata e facendosi espellere. La sequenza dei rigori merita di essere ricordata perché mai la Nazionale italiana aveva realizzato una serie completa senza errori: Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso furono nell’ordine i cinque battitori. Per i Francesi, Wiltord, Abidal e Sagnol segnarono, mentre Trézéguet prese la traversa come Di Biagio otto anni prima a Parigi. Cancellato il ricordo del Mondiale 1998 e dell’Europeo 2000, l’Italia tornava campione del mondo per la quarta volta a 24 anni di distanza dall’ultima vittoria, e nello stesso stadio dove settant’anni prima aveva vinto la finale olimpica del 1936.
Lippi trasformò in forza quella che era un’apparente debolezza, cioè la mancanza di elementi di spicco nel gruppo. Questo fece sì che tutti i giocatori si sentissero responsabilizzati in egual misura. Non sorprende che il C.T., a parte i due portieri di riserva, avesse usato tutti i giocatori a sua disposizione e che ben 10 giocatori diversi fossero arrivati al gol con le soluzioni di gioco più disparate (cross in area per i giocatori alti, palla a terra, tiro da fuori e contropiede).
Lippi non aveva, comunque, dimenticato le polemiche della vigilia e, durante la prima conferenza stampa ufficiale al rientro in Italia, il 12 luglio 2006, rassegnò le sue dimissioni.
Il 14 luglio 2006 a ricordo della vittoria mondiale il governo italiano ha comunicato la realizzazione di un francobollo commemorativo dell’evento a cura di Poste Italiane.
