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Mauro Germán Camoranesi

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Mauro Germán Camoranesi

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Mauro Germán Camoranesi Serra (Tandil, 4 ottobre 1976) è un calciatore argentino naturalizzato italiano, centrocampista della Juventus e della Nazionale italiana. Campione del Mondo con la Nazionale nel 2006.

Caratteristiche tecniche

Centrocampista esterno di fascia destra, può ricoprire anche i ruoli di centrocampista centrale e di trequartista dietro le punte. È abilissimo a saltare l'uomo e a fornire invitanti assist per i compagni. Possiede anche un buon tiro dalla lunga distanza.

Carriera

In Sudamerica

Muove i primi passi nelle giovanili del Gymnasia Y Esgrima, in Argentina. In seguito siglò il suo primo contratto da professionista in Messico nel Santos Laguna (1996-97). In seguito a problemi ad una caviglia, fece un provino in Cile con i Santiago Wanderers senza buon esito, per poi firmare un accordo con i Montevideo Wanderers. Con i Bohemios giocò solo alcune partite di Primera División Uruguaya in quanto, dopo aver subito 10 giornate di squalifica per un pestone ad un arbitro, l'esperienza si interruppe. Dopo una parentesi in patria nella stagione 1997-98 al Banfield, tornò in Messico ingaggiato dal Cruz Azul, squadra nella quale mise in risalto le sue doti offensive, realizzando 32 reti in 78 partite.

In Italia

Ciò attira l'attenzione degli osservatori del calcio italiano: infatti, nell'estate del 2000, viene acquistato in comproprietà dall'Hellas Verona. Con la nuova maglia esordisce in Serie A il 22 ottobre 2000 nella gara vinta contro la Lazio e si fa subito conoscere, proponendosi come uno dei protagonisti del campionato della squadra veneta, che si salva dopo lo spareggio con la Reggina. A livello personale, in quella stagione realizza quattro goal, di cui uno alla Juve, sua prossima squadra, in 22 presenze di campionato.

Nella stagione 2001/02, nonostante il Verona retroceda in Serie B, continua a dimostrare ottime doti tecniche attirando l'attenzione degli osservatori della Juventus, che infatti lo acquista in comproprietà per 4 milioni di euro nell'estate del 2002 per sostituire l'infortunato Zambrotta, dopo che gli scaligeri hanno riscattato l'intero cartellino dal Cruz Azul.

La Juventus

A Torino, sotto la guida tecnica di Marcello Lippi, si guadagna subito un posto da titolare, disputando nella sua prima stagione tra le file bianconere, tra campionato e coppe, 45 partite, mettendo a segno 4 reti e vincendo il suo primo scudetto. Al termine della stagione viene riscattata la seconda metà del cartellino per 4,5 milioni di euro e diventa totalmente di proprietà bianconera.

Nonostante il suo carattere non certo pacato ed i numerosi addii ventilati nelle stagioni a seguire, rimane un punto fermo della squadra torinese ed il 14 ottobre 2005 prolunga il suo contratto fino al 2009. Con la Juventus conquista altri due scudetti nel 2004-2005 e nel 2005-2006, ma il primo viene revocato e il secondo non assegnato ai bianconeri, che vengono declassati in ultima posizione in seguito alle sanzioni di Calciopoli.

Nella stagione 2006-2007 rimane nella squadra bianconera, nonostante le tante voci di mercato e le sue richieste di cessione, dopo la retrocessione nella serie cadetta, alternando grandi prestazioni, condite da 4 segnature, a prove deludenti. Dopo numerose vicissitudini in cui sembra imminente il suo addio alla squadra bianconera, il 10 luglio 2007, ad un anno dal trionfo del mondiale azzurro, prolunga fino al 2010 il suo contratto con il club torinese.

Nella nuova stagione in Serie A dopo l'anno in Serie B, riesce a piazzare grandi prestazioni, in particolare al Sant'Elia contro il Cagliari e davanti al pubblico juventino dell'Olimpico di Torino contro il milan e nel Derby d'Italia contro l'Inter in cui sigla il gol del pareggio, ma è costretto a giocare solo poche partite, condizionato enormemente dagli infortuni. Rientra in campo dopo un lungo stop causato dalla lesione del retto femorale alla fine di gennaio 2008 in Coppa Italia contro l'Inter, partita in cui viene anche espulso pochi minuti dopo l'ingresso in campo. Il 22 marzo si rifà siglando uno dei due gol con cui la Juventus vince al Meazza contro i nerazzurri. Termina la sua sesta stagione in bianconero con 22 presenze e 5 reti.

All'inizio della stagione 2008-2009 prolunga di un anno il suo contratto ed è vittima di diversi infortuni: dopo la sconfitta con il Palermo del 5 ottobre si procura una lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia destra e ritorna pienamente disponibile solo a novembre inoltrato. Gioca la prima partita da titolare dopo lo stop il 29 novembre nella vittoria 4-0 sulla Reggina, gara in cui si procura un nuovo infortunio dopo soli 4 minuti, lussazione acromion claveare destra di primo grado ma, nonostante questo, rimane in campo fino al termine del primo tempo e realizza il gol del vantaggio bianconero, suo primo gol stagionale.

Nella stagione successiva viene impiegato spesso come esterno nel rombo di centrocampo, in modo da favorire l'inserimento del trequartista brasiliano Diego, e le sue prestazioni tornano quasi a quelle degli anni migliori, aiutato anche da un'ottima resistenza fisica.

Realizza il suo primo gol stagionale il 28 ottobre 2009 contro la Sampdoria (5-1) su assist di Giovinco. In Champions League, nel quarto turno della fase a gironi, realizza contro il Maccabi Haifa il gol della vittoria juventina dopo una bella azione corale costruita da Diego e Cáceres che ha servito molto bene l'italo-argentino. Pochi giorni dopo realizza a Bergamo contro l'Atalanta (2-5) la sua seconda doppietta in Serie A contro quest'ultima.

Nazionale

Affermatosi come uno dei migliori centrocampisti di fascia del campionato italiano, viene tuttavia ignorato dallo staff tecnico dell'Argentina, suo paese di provenienza. Così, grazie alla legge che attribuisce la cittadinanza italiana a chi abbia almeno un ascendente italiano, diventa a tutti gli effetti cittadino italiano e si mette a disposizione del c.t. Giovanni Trapattoni che nel 2003 lo convoca in Nazionale, quasi 40 anni dopo il brasiliano Angelo Benedicto Sormani, l'ultimo oriundo a vestire la maglia azzurra. Dopo il suo inserimento nel gruppo viene convocato per l'Europeo 2004 in Portogallo.

Anche in azzurro ha garantito un ottimo rendimento e si è visto confermare la fiducia da Marcello Lippi, diventato c.t. nel 2004. Fa parte della squadra che ha vinto il Mondiale 2006 in Germania, giocando stabilmente titolare sulla fascia destra.

Viene considerato un punto fermo anche sotto la gestione del nuovo c.t. Roberto Donadoni, che lo convoca per l'Europeo 2008.

Con Lippi tornato alla guida degli Azzurri prende parte alla Confederations Cup 2009 in Sudafrica dove l'Italia viene eliminata nel primo turno. Il 10 ottobre 2009 segna uno dei due gol decisivi nel match con l'Irlanda (2-2) che regalano la qualificazione diretta ai Mondiali 2010 in Sudafrica.

Nella storia della Nazionale italiana è l'oriundo con più presenze, a quota 53. È il settimo oriundo e unico nel dopoguerra ad aver vinto un campionato del mondo con la maglia azzurra (per gli altri bisogna risalire ai campionati del mondo del 1934 e 1938), quando lo avevano vinto Anfilogino Guarisi, Attilio Demaria, Enrique Guaita, Luis Monti, Raimundo Orsi e Michele Andreolo.

 

Pagina creata da Manuel

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